Francesca da Lecce in Australia

/ Sabato, 11 Aprile 2015 02:00

Presentati brevemente

Nome, provenienza, professione, anni.

Francesca, Lecce, 28 anni, dishwasher/waitress

 

Racconta la tua esperienza

Perché hai deciso di partire e perché hai scelto l'Australia?

Ho deciso di partire perché ero stanca dell’Italia, volevo fare un’esperienza all’estero e imparare l’inglese. Avrei potuto scegliere un Paese più vicino ma sentivo parlare dell’Australia da anni come uno dei Paesi migliori del mondo che devi assolutamente vedere. In più volevo andare in un posto in cui, se avessi avuto difficoltà, non avrei potuto prendere Ryanair e in due ore essere a casa ma avrei dovuto restare a farcela per forza.

 20141103 115111Cosa cercavi in Australia? lavoro, studio, amore, avventura...

All’inizio solo un’esperienza. Dopo un po’ di mesi ho iniziato a cercare un modo per stabilirmi .

Da quanto tempo sei in Australia?

Un anno

Che tipo di visto avevi quando sei arrivato e quale hai adesso?

Working Holiday Visa. Ora sono con il secondo whv

Ti spaventava il tuo livello di inglese prima di arrivare qui?

Un po’ si perché tutti mi dicevano che gli Australiani non parlano il “classico” inglese. Pensavo che esagerassero ma quando sono arrivata ho capito che era anche peggio di quello che mi dicevano. Le prime due settimane non riuscivo a capire neanche quando mi chiedevano “come stai?” . Fortunatamente ho vissuto solo con Australiani appena sono arrivata e soprattutto con bambini che mi hanno insegnato tutto.

Cosa senti di avere ottenuto fino ad ora? (in termini economici, professionali, sentimentali e culturali)

Ho guadagnato e messo da parte soldi come non ero mai riuscita a fare prima. Ho fatto lavori che non avrei mai fatto in Italia. Ho un’indipendenza economica che in Italia difficilmente riuscivo ad avere .

È molto difficile avere rapporti duraturi quando sei solo di passaggio ma in questo mio primo anno ho conosciuto persone fantastiche (italiani e non) che so che rivedrò (o lo spero).

Nonostante sia un po’ triste il fatto di non potersi mai legare a qualcuno l’aspetto positivo è che in viaggi come questi non c’è posto né tempo per i rapporti falsi.

Se hai una mente aperta ti ritroverai a pensare che la cucina asiatica è buonissima, ti ritroverai a vivere con taiwanesi che consideri divertenti e a mangiare con le bacchette, scoprirai che non solo gli italiani sono funny e friendly (anzi, a volte siamo pessimi), che i tuoi migliori amici/amiche possono essere russi,francesi e inglesi, che adori l’ OZ slang, che “i tipi strani” con i tatuaggi in faccia sono gentili ed educati e che i sentimenti non hanno lingua o colore.

A volte mi capita di essere intollerante verso abitudini che io da italiana considero inaccettabili ma probabilmente gli altri potranno pensare la stessa cosa di me. La Cultura è qualcosa che resta radicata in ognuno di noi e fortunatamente nessuno la può cancellare. Ci serve per avere un’identità . L’errore sarebbe pensare che la nostra cultura è migliore di altre ( e noi italiani spesso pecchiamo di presunzione in questo).

Secondo me la cosa più importante che puoi ottenere in questi viaggi è capire che tutto il mondo è paese e che ogni persona deve essere valutata singolarmente.

Esprimi la tua valutazione da uno a dieci, iniziando da come ti sentivi prima di arrivare e finendo con come ti senti adesso, di modo da capire quanto questa esperienza ti possa avere cambiato in meglio o in peggio.

20141104 121902- livello di inglese

                               prima:    5     dopo: 7

- competenza professionale:

                               prima:    5     dopo: 7

- stile di vita:

                                prima:   7      dopo: 6

- italiano:

                                prima:   8      dopo: 7 (dimentichi la giusta coniugazione dei verbi. A volte hai difficoltà a ricordare alcune parole)

- stress:

                                prima:   5      dopo: 7

- felicità:

                                prima: 6        dopo: 5 ( anche se è un criterio di valutazione un po’ limitante)

 

Domande  personali

Raccomanderesti la tua città come posto per vivere?

Assolutamente si

Cosa ti senti di dire a un italiano che ha intenzione di provare a vivere in Australia?

Di non aspettare troppo a partire. L’Australia può offrire tanto ma l’età gioca un ruolo davvero importante.

Di non avere troppa paura di fare questo “salto” ma di venire preparati,magari con un po’ di esperienza lavorativa alle spalle.

E di non avere troppe aspettative o progetti perché appena metti piede qui tutto può cambiare in un attimo. Io ad esempio credevo di venire un anno e ritornare in Italia.

Qual è stato il momento più difficile da quando è iniziata l'esperienza?

Probabilmente arrivare a Melbourne. Le prime tre settimane sono state drammatiche. Mi sentivo completamente persa soprattutto perché fino a due giorni prima ero in farm. Il salto dalla campagna alla città è uno shock.

Qual è la parte più difficile del vivere in Australia? 

Il visto e dover fare i conti con tutte le leggi per gli immigrati. Ci sono molti limiti che non ti permettono di fare sempre quello che vuoi. A volte è difficile anche trovare lavoro come commessa perché vogliono solo i permanent.

Cosa ti sarebbe piaciuto sapere prima di partire e che invece hai scoperto solo dopo?

Che non è cosi semplice come ti fanno credere. Dall’Italia arriva sempre l’aspetto fantastico dell’Australia. Nessuno ti dice che nell’80 per cento dei casi lavorerai nei ristoranti italiani, che se non hai esperienza difficilmente qualcuno ti prenderà in considerazione, che devi essere fortunato a trovare un lavoro che sia ben pagato (almeno 20 dollari per hour) o che non sia in nero, che se anche avrai un contratto probabilmente sarà “causal” il che vuol dire che ti possono dimezzare le ore o lasciare a casa come e quando vogliono.

Ma nonostante tutto è preferibile fare il lavapiatti in Australia che in Italia.

Ultima domanda, forse la più difficile: tornassi indietro verresti in Australia, cambieresti nazione o resteresti in Italia?

Tornassi indietro verrei in Australia mille volte e ci verrei a vent’anni non a 27

 

Hai voglia di dire dell'altro che non era incluso nelle domande e che ritieni importante?

Quello che dico sempre ai miei amici è se state costruendo qualcosa in Italia non mollate per venire qui anche se è difficilissimo restare in Italia in questo momento. Magari verrete in Australia da turisti.

Ma se non avete niente da perdere allora provateci ma con la consapevolezza che Paesi grandi come l’Australia, l’America possono essere fantastici ma possono anche essere un inferno per qualcuno.

Quando non puoi prendere un aereo ad essere con la tua famiglia nel giro di due ore capisci che l’unica persona su cui puoi contare sei TU . In un modo o nell’altro è un’esperienza che ti stravolge la mente.

 

Con la speranza che non ti sia annoiato più di tanto a rispondere e che il tuo tempo e la tua esperienza possano aiutare qualcuno, AUventura ti ringrazia di cuore per la disponibilità e la cortesia con la quale ti sei prestato all'intervista.

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Davide Urso

Davide Urso

Viaggio il mondo.

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