Fiorella che ottiene lo sponsor

/ Martedì, 14 Aprile 2015 02:00

Presentati brevemente

Nome, provenienza, professione, anni.

Mi chiamo Fiorella, nata e cresciuta a Biella (Piemonte), sono principalmente copywriter ma ho lavorato anche come traduttrice, SEO e Digital Marketing Manager. Ho 28 anni.

 

Racconta la tua esperienza 

Perché hai deciso di partire e perché hai scelto l'Australia?

 

Tra i 23 e i 27 anni ho vissuto a Palermo dove ho preso la laurea specialistica in Comunicazione e Pubblicità e ho trovato lavoro in una web agency come copywriter e digital marketing manager. Adoravo (e adoro) Palermo così come il lavoro tra parole e web, ma non mi dilungo su quanto possa essere frustrante la vita lavorativa in Italia

– lo sappiamo tutti. A un certo punto è arrivato il momento in cui ho pensato “Io merito di più. Devo trovare un posto in cui sento di poter avere ciò che merito. Se resto in un paese in cui devo accontentarmi del minimo, senza poter sperare in meglio, e anzi essere grata di una situazione che in fondo sento non essere alla mia altezza, finirò col vivere di rimpianti.” E così ho iniziato a guardarmi intorno. Ho sempre voluto andare in Australia, per me è sempre stata il simbolo dell'impresa difficile e quasi impossibile da realizzare. Una di quelle cose che “è troppo per me”. Ho semplicemente deciso che era ora di raccogliere la sfida.

  

RizzàCosa cercavi in Australia? lavoro, studio, amore, avventura...

Principalmente lavoro. Ho passato molto tempo, prima di partire, a informarmi su possibilità lavorative nel mio campo (internet, digital marketing). Rimanevo sveglia fino a tardissimo – o mi svegliavo prestissimo – per fare Skype interviews con recruiters a Melbourne, Sydney, Gold Coast. Quando sono arrivata mi sono data una settimana di tempo per riprendermi dal viaggio e fare un po' la turista, dopodichè ho passato ogni ora di ogni giorno del mese successivo tra invio di curriculum e colloqui. La mia intenzione era di venire in Australia per trovare un lavoro nel mio campo che mi consentisse di restare a lungo. Non ho mai voluto intraprendere la strada dell'hospitality, anche se ero consapevole del fatto che all'inizio sarebbe potuta rivelarsi necessaria in attesa di trovare un lavoro migliore.

 

Da quanto tempo sei in Australia?

Sono arrivata a Melbourne l'8 maggio 2014.

 

Che tipo di visto avevi quando sei arrivato e quale hai adesso? 

Sono entrata in Australia con il classico Working Holiday visa; circa un mese e mezzo fa ho finalmente ottenuto il 457 Skilled Worker visa (la famigerata sponsorship).

 

Ti spaventava il tuo livello di inglese prima di arrivare qui? 

No. Ho sempre avuto un ottimo livello di inglese. Quello che mi spaventava, più che altro, era il fatto che il mio lavoro ha a che fare con la scrittura e le parole: temevo che nessuno avrebbe assunto come copywriter qualcuno che non è di madrelingua inglese! E invece...

 

Cosa senti di avere ottenuto fino ad ora? (in termini economici, professionali, sentimentali e culturali)

Credo di poter riassumere tutte le cose meravigliose che ho ottenuto in questi 10 mesi in una parola: possibilità. Da quando sono qui, principalmente grazie al lavoro che ho trovato e alle splendide persone con cui ho la fortuna di lavorare, mi sono resa conto di quante possibilità ho a disposizione e di quante opportunità ci sono davanti a me. In Italia ero rassegnata, piuttosto depressa, sempre portata a pensare che non potevo avere di più e quindi era inutile perder tempo a pensarci. Da quando sono in Australia la mia mente si è come riattivata, sto imparando di nuovo a pensare in grande, a raccogliere ogni spunto, a inventare, a cogliere qualsiasi stimolo. Una sensazione che temevo di aver perso. Meraviglioso.

  

Esprimi la tua valutazione da uno a dieci, iniziando da come ti sentivi prima di arrivare e finendo con come ti senti adesso, di modo da capire quanto questa esperienza ti possa avere cambiato in meglio o in peggio.

- livello di inglese

                              prima:  8       dopo: 9

- competenza professionale:

                               prima:6/7 dopo: 8/9

- stile di vita:

                                prima:   6,5      dopo: 8,5

- italiano:

                                prima:       10  dopo: 9,5

- stress:

                                prima:    9     dopo: 7,5

- felicità:

                                prima:    4     dopo: 7

 

Domande  personali

Raccomanderesti la tua città come posto per vivere?

Assolutamente! Melbourne è una città favolosa. Non soltanto perché è bella, pulita e in generale ricca, ma soprattutto per la quantità di stimoli che offre ad ogni angolo. Ovunque vai trovi gente che fa jogging, canottaggio, yoga o altre attività all'aperto in uno dei tantissimi magnifici parchi sparsi per la città. La quantità di eventi e iniziative culturali ogni giorno è impareggiabile. E poi per un'italiana amante di cibo e caffè come me Melbourne è un vero paradiso: ristoranti deliziosi ovunque (e per tutte le tasche) e caffè strepitosamente buono!

  

Cosa ti senti di dire a un italiano che ha intenzione di provare a vivere in Australia?

Personalmente credo che ciò che mi ha aiutata di più sia stato il fatto che sono arrivata preparata. Avevo già molte informazioni su dove, come e quando cercare lavoro, conoscevo già vari dettagli pratici e burocratici, avevo già fatto qualche colloquio via Skype, anche per iniziare a familiarizzare con lo strano accento che hanno da queste parti. Quindi mi sento di sconsigliare la partenza all'avventura – a meno che, ovviamente, sia proprio l'avventura lo scopo del viaggio. Ma se l'idea è quella di trovare un lavoro e possibilmente un visto lavorativo, partire impreparati può significare che vi servirà molto più tempo per capire come funzionano le cose... E dovrete partire con un bel gruzzoletto da parte, perché qua la vita è cara e non poco!

 

Qual è stato il momento più difficile da quando è iniziata l'esperienza?

Direi il primo mese: da quando sono arrivata a quando ho trovato lavoro. Mi ero imposta di passare un mese a cercare un'occupazione nel mio settore, dopodichè sapevo che avrei dovuto guardare anche altrove perché i soldi che avevo messo da parte prima o poi sarebbero finiti. Fortunatamente mi ci è voluto, in pratica, proprio un mese esatto.


Qual è la parte più difficile del vivere in Australia? 

Credo che gli ostacoli maggiori siano di natura culturale. Le persone qui hanno un atteggiamento diverso, abitudini diverse. Proprio ieri ho finito di lavorare tardi e passato del tempo con amici, e mi sono ritrovata a dover cercare un ristorante aperto alle 10 e 15 di sera... Ci è voluto un bel po'! A Palermo non avrei avuto di questi problemi. Naturalmente, va da sé, anche la lontananza da famiglia e amici è una parte molto difficile della vita in Australia. È fondamentale riuscire a trovare il modo giusto di conviverci e credo che ognuno debba trovare il suo – non ci sono regole prestabilite. Trovo che sia difficile fare i conti non soltanto con i momenti più tristi (un lutto, un famigliare che sta male, …) ma anche con i momenti più belli – personalmente mi si stringe il cuore ogni domenica quando so che la mia famiglia si riunisce a pranzo.

 

Cosa ti sarebbe piaciuto sapere prima di partire e che invece hai scoperto solo dopo?

Beh, devo dire che Melbourne non corrisponde esattamente all'idea di “sole e surf” che avevo dell'Australia! Il meteo qui è a dir poco pazzo e non sono riuscita ad andare in spiaggia quanto pensavo. Inoltre il sole qui non scalda, brucia! E la protezione 50 è obbligatoria anche solo se esci a fare una passeggiata, anche in una giornata piuttosto nuvolosa.

 

Ultima domanda, forse la più difficile: tornassi indietro verresti in Australia, cambieresti nazione o resteresti in Italia?

Trasferirmi in Australia è stata probabilmente la scelta più intelligente che io abbia mai fatto. Se potessi tornare indietro rifarei tutto esattamente come la prima volta!

 

Hai voglia di dire dell'altro che non era incluso nelle domande e che ritieni importante?

Soltanto ribadire l'importanza che, secondo me, riveste la preparazione. Questo paese offre moltissime opportunità, ma solo a chi se le merita. I datori di lavoro australiani non sono qui ad aspettare voi. Non c'è il tappeto rosso ad aspettarvi fuori dall'aeroporto. Venite agguerriti e preparati, pronti a subire qualche (magari anche più di qualche) sconfitta e a dimostrare quanto valete. Dovrete dare il massimo e anche di più. Ma cosa c'è di meglio nella vita del guardarsi indietro e realizzare che ciò che hai guadagnato, l'hai guadagnato lottando e contando soltanto sulle tue forze?

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Davide Urso

Davide Urso

Viaggio il mondo.

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