Viñales e i Piña Colada

Viñales e i Piña Colada

/ Martedì, 25 Settembre 2018 00:43

Una volta arrivato a L’Avana avevo stilato un piano ideale di viaggio, molto dettagliato e abbastanza impegnativo, ma lo avevo preparato con una promessa: lasciarmi andare a ogni cambio intelligente, quei cambi che vengono fatti per il meglio e non per pigrizia.

Avevo appena conosciuto tre ragazzi colombiani (una coppia e una loro cugina) e il feeling era talmente forte dal primo momento che avevamo voglia di organizzare alcune giornate di escursione assieme. Arrivati in ostello avevamo pianificato, come normale che fosse, di trascorrere il giorno successivo alla scoperta de L’Avana e l’indomani visitare Viñales. Mentre consegnavamo i passaporti alla responsabile della struttura, abbiamo iniziato a chiacchierare con una coppia francese e un ragazzo russo, gli unici che al momento condividevano l’ostello con noi. Da una parola all’altra, da una proposta all’altra, abbiamo finito per cenare tutti assieme in un ristorante vicino l’ostello, in un clima di giovialità assoluta, aiutati dal migliore Mojito mai degustato.

Viñales033

La coppia francese, già in città da qualche giorno, aveva pianificato di recarsi a Viñales l’indomani e ci piaceva l’idea di accodarci e trascorrere una giornata in loro compagnia, quindi in meno di dieci minuti abbiamo cambiato il piano iniziale e l’indomani mattina eravamo pronti per fermare il primo taxi che passasse dall’ostello. Già, perché la sera prima ne abbiamo prenotato uno, ma non si è presentato e, una volta chiamato, il tassista ci ha bidonato dicendoci che un altro cliente che gli avesse offerto di più. I francesi avevano già prenotato il viaggio con un autobus e non c’era spazio per noi, quindi noi 4 abbiamo contrattato con un ragazzo di nome Daniel perché ci accompagnasse e ci aspettasse per tutto il percorso, per poi riportarci nella capitale; il tutto per 120 CUC, ossia 30 a testa: un prezzo onesto.

La prima tappa, forse la più interessante, è stata la visita alla “Cueva del Indio”, tradotto La Grotta dell’Indiano. Una vera meraviglia: è una grotta che conserva al suo interno stalattiti e stalagmiti (oltre che un cantante alla sua entrata che intonava “Hasta siempre comandante”), ma soprattutto un laghetto interno da percorrere in barca. Questo giro è incluso nel biglietto d’ingresso di 5 CUC e dura un quarto d’ora, permette di osservare da lontano una cascata inaspettata, sempre interna alla grotta, e di fuoriuscire da una fessura che da verso l’esterno, dove ad attenderci c’era un baretto (assieme agli immancabili stand di souvenir) nel quale abbiamo assaggiato il miglior Piña Colada della nostra vita. Una delizia.

Il muralIl tassista ci attendeva per accompagnarci al Murales preistorico. Ecco, qui vorrei aprire una parentesi: quando abbiamo sentito parlare di questo murales siamo stati entusiasti perché credevamo di trovare qualcosa di veramente preistorico, ma ci siamo ritrovati di fronte a una montagna colorata. Chiedevamo spiegazioni a riguardo e la risposta è stata che le raffigurazioni, che ogni anno vengono ridipinte, sono temi preistorici, come dinosauri e uomini stilizzati, ma il murales risale a 55 anni fa.

Eravamo delusi e non sapevamo se pagare il biglietto di ingresso di 3 CUC, ma quando il responsabile ci ha informato, con faccia sorridente, che nel ticket era incluso un Piña Colada, il dubbio è passato. Il secondo cocktail del giorno, devo ammetterlo, non era eccezionale come il primo, però era gratis e non si poteva rifiutare…

Un po’ alticci, ci siamo rimessi in auto e dopo essere passati dal centro del paese, che non ha molto da offrire, ci siamo recati al “mirador”, alla terrazza dalla quale si può osservare l’intero panorama della valle; un motivo in più per capire perché Viñales sia Patrimonio dell’umanità, se già non lo si è capito nel passeggiare al suo interno.

La valleLe foto erano d’obbligo, soprattutto con la statua umana che tanto sembrava reale che mi sono spaventato quando si è mossa!

Alle 16:30 eravamo pronti per ritornare in ostello e cercare un ristorante per placare la fame che ci stava perseguitando già da un paio d’ore. Ecco, a tal proposito, prima di partire potreste comprare qualcosa da sgranocchiare durante il cammino, perché non abbiamo trovato molta offerta di cibo nei luoghi visitati e il viaggio dura all’incirca due ore per tratta.

L’esperienza completa, tra taxi e ingressi, è costata 38 CUC ed è un prezzo che, per essere un’escursione lontana 180 km e per durare un intero giorno, è molto basso, al punto da raccomandarla a tutti, soprattutto se arricchita da una fermata inattesa e che, onestamente parlando, è stata più interessante di tutto quanto messo assieme. Ho già detto troppo oggi, dedicherò il prossimo articolo a tale vicenda, per il momento vi lascio con la curiosità, ma, essendo un bravo ragazzo, vi faccio vedere le foto realizzate a Viñales (clicca qui).

P.S. in tutto ciò, dei francesi neanche l’ombra; ci siamo rincontrati in ostello: non avendo internet né una SIM abilitata per le chiamate a Cuba, non siamo riusciti a tenerci in contatto.

Le immagini di Viñales

 

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Davide Urso

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Davide Urso, malato interminabile di viaggi.

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