Vi racconto l'Italia

Vi racconto l'Italia

/ Sabato, 18 Agosto 2018 02:21

Sono rientrato a casa; ho terminato il mio lungo viaggio, il più lungo di quelli che abbia intrapreso finora, e sono stremato. Ciò che provo è un insieme di stress fisico e mentale, a tratti atroce, che mi accompagna da diverse settimane, da quando ho iniziato a non poterne più, ma che giorno dopo giorno è aumentato. Certo non poteva diminuire, perché la tipologia del viaggio è stata avventurosa, che quasi mai andava a braccetto con la comodità, sicché la mancanza degli agi quotidiana si è fatta sempre più massiccia, fino a essere incontenibile.

Vi racconto litalia01Come più volte ho sottolineato nel blog, il 6 aprile sono partito dal mio paese, Andrano, in provincia di Lecce, assieme a Mimía, la mia compagna, a bordo del mitico BiblioVan, credo l'unica biblioteca itinerante italiana. È un furgone di 6 metri e mezzo di lunghezza e alto 3, organizzato a mo' di libreria-biblioteca, con gli scaffali, una televisione, degli armadietti e la moquette. Mi è stato fornito dal Porto Museo di Tricase, una realtà strepitosa che vi invito a scoprire (www.portomuseotricase.org) per tutto il tempo necessario a completare il progetto, a cui va il ringraziamento più totale.

In tutto il viaggio non sempre ho trovato qualcuno disposto a ospitare sia me che Mimía, ma il più delle volte abbiamo dovuto arrangiarci all'interno del BiblioVan, con un materasso gonfiabile, cucinando con un fornelletto da campeggio e docciandoci con le bottiglie d'acqua. Giocoforza, una tale quotidianità alla fine stanca, e all'essere stanchi oggi, domani e dopodomani, anche gli aspetti piacevoli si trasformano in stress. Lo stress, fatto durare mesi, si è trasformato in un'abitudine malsana che non ci ha fatto godere a pieno ciò che stavamo vivendo; nonostante ciò, questi quattro mesi sono stati i più intensi della mia vita e li ripeterei anche domani stesso (con qualche accorgimento).

Lo sbaglio, dunque, è stato far durare così tanto, quattro mesi, questo Giro d'Italia, tanto che, una volta ritornato a casa, ho avuto bisogno di cinque giorni perché potesse assopirsi la voglia di restare a letto e non fare nulla tutto il tempo; non fosse stato che in quei giorni si svolgeva la festa patronale del mio paesino, avrei veramente dormito 15 ore al giorno.

Mi sto godendo il Salento, quindi, in questi giorni; mentre da una parte mi riprendo le comodità di una vita agiata e semplice, dall'altra completo l'organizzazione del prossimo imminente viaggio, che sarà in Colombia dal 21 agosto al 2 ottobre, con nove giorni dedicati a Cuba, e dall'altra ancora inizio a elaborare tutto il materiale multimediale che ho accumulato nei quattro mesi precedenti. È veramente tanto materiale, soprattutto fotografico, che vorrei organizzare in gallerie fotografiche indipendenti, ciascuna capace testimoniare la mia esperienza in una città o in un borgo, da pubblicare assieme a un articolo che possa raccontare ciò che è rimasto nascosto dalle immagini.

Vi racconto litalia03Mi piacerebbe raccontare aneddoti e soprattutto fornire informazioni utili e consigli, cosa non perdere e cosa invece tralasciare, cosa assaggiare e cosa comprare; il tutto accompagnato da alcune nozioni pratiche sul viaggio avventuroso, dovuto agli errori e all'esperienza che in questi anni di travel blogger ho accumulato.

Seguitemi, dunque, nel corso del mio racconto, sia in questa sezione che sui miei canali social.

Felice Italia a tutti.

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Davide Urso

Davide Urso

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Davide Urso, malato interminabile di viaggi.

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