Giorno 53 - Bratislava, km 15062

Giorno 53 - Bratislava, km 15062

/ Giovedì, 08 Febbraio 2018 11:51

Anche qui, come a Riga, se si ha la possibilità logistica, si deve evitare di commettere il mio stesso errore, ossia di visitare la città più bella per prima e le altre a seguire, perché succede che perdono di appetibilità e la visita si trasforma in una passeggiata quasi statica e triste, perché non all'altezza dell'aspettativa.

Bratislava, per quanto affascinante possa essere, ha la grande sfortuna di essere così vicina a Praga, Budapest e, soprattutto, Vienna; tre delle capitali più belle al mondo.

Erano settimane che non offrivo un passaggio in auto, purtroppo nell'Est Europa non è comune condividere i viaggi, sarà perché c'è più diffidenza o sarà perché questo genere di attività non è ben visto; finalmente un ragazzo brasiliano mi ha contattato e l'ho accompagnato con piacere, dal centro di Budapest a quello di Bratislava. Due chiacchiere non sono mai nocive, soprattutto se è un esercizio per praticare l'inglese e apprendere qualche parola di portoghese.

Vesna mi aspettava assieme un australiano conosciuto il giorno prima, mentre io ero ancora in Ungheria: saranno scomodi e poco confortevoli gli ostelli, però sono il modo migliore per stringere nuove amicizie e condividere esperienze; non si è mai soli quando si vuole stare in compagnia.

A tale proposito, è successo un evento più unico che raro, che vale la pena raccontare: non appena ci siamo presentati, questo ragazzo mi ha detto “hai il viso conosciuto, ci siamo già visti?” “Può darsi – gli ho risposto – ho vissuto un anno in Australia e sono passato due giorni dalla tua città, magari ci siamo trovati lì per caso”. “Non credo, deve essere stato poco tempo fa” ha ribattuto. Ho tagliato corto e la conversazione è proseguita su un altro binario.

Visitando la città, ogni tanto rallentavo per fotografare o mi fermavo per montare il cavalletto e riprendere, a un punto mi ha chiesto perché stessi facendo tutti quei video; gli ho raccontato che mi divertivo a creare dei reportage sui miei viaggi e, approfondendo l'argomento, gli ho detto che tutto iniziò con il video realizzato in Albania lo scorso aprile. Gli occhi del ragazzo si sono sgranati, il suo volto si è illuminato, come se avesse scoperto qualcosa; ha subito estratto il cellulare dalla tasca, ha aperto la cronologia di Youtube e mi si è avvicinato, mi ha indicato l'immagine di copertina di uno di essi e mi ha chiesto se quel video lo avessi fatto io. Certo che era il mio video, come potrei non riconoscere il titolo “Albania, piccolo fratello di Italia”?! Non potevo crederci. “Sì, è mio, è proprio questo” gli ho risposto con un sorriso mai così pieno, e lui “Non ho capito niente di quello che hai raccontato perché non parlo l'italiano, ma l'ho visto perché tra due settimane vorrei visitare i Balcani e da qualche giorno ho iniziato a informarmi”.

Come può essere che sono a Bratislava e un australiano abbia visto un mio video, riconoscendomi?! Solo in quel momento ho capito la potenzialità che ha YouTube e internet in generale; mi sono sentito famoso, osservato, nel senso buono del termine; una sensazione stupefacente che mi ha fatto continuare la visita in città in modo ancora più leggero e prendere coscienza che realizzare reportage era esattamente ciò che volevo continuare a fare, percepivo che i frutti di tanto impegno iniziavano a comparire.

La città è dominata dal Danubio, che la taglia in due ed è lo scenario preferito da chi vuole sperimentare una mini crociera oppure vuole dormire in un battello convertito in hotel o pranzare un una barca-ristorante. Il colore, al quale ormai sono abituato, è lo stesso di quello degli altri fiumi: grigio sporco, che non invita neanche a sfiorare l'acqua. Sarà strano quanto stia scrivendo, ma, vi prego, comprendetemi: vengo dalla terra laddove il mare è il più pulito d'Italia e le spiagge non hanno da invidiare alle Maldive; come potrei essere contento di un'acqua torbida e terrosa?

La parte più affascinante della capitale slovacca è la “Old Town”, la città antica, il vero centro storico, pittoresco, urbano, vintage, spartano, unico. Vale la pena passare da Bratislava per passeggiarci un pomeriggio intero: ogni stradina sembra simile alla precedente, ma ha quel tocco speciale e originale che ti fa venire voglia di percorrerla per intero.

Una statua e un uomo mi hanno rallegrato il pomeriggio: una colata di bronzo raffigurante un signore paffuto che si erge da un tombino e, con aria soddisfatta, guarda sotto le gonne delle passanti, e un artista, un genio, un musicista completo, capace di suonare non so quanti strumenti allo stesso tempo. Era incredibile la sua bravura e la sua disinvoltura; lascio spesso un'offerta a chi è capace di sorprendermi mentre passeggio, ma costui era molto più bravo di tutti coloro fin'ora incontrati: era il migliore in assoluto. Ho chiesto a Vesna che mi scattasse una foto con lui accanto perché in futuro potessi ricordarmi della sua bravura e potessi rammentare l'emozione che mi ha regalato. Lavorare per strada è difficile, più difficile che in un teatro: bisogna conquistare i passanti, che sono lì per un altro motivo, bisogna attrarli e convincerli a lasciare una mancia; io l'ho fatto per diversi anni e ogni tanto continuo a farlo per divertirmi, creando forme con i palloncini. L'arte di strada è la regina delle arti; c'è chi si diverte, come me, e chi eccelle, come lui.

 

Sulla pagina Facebook AUventura – Davide Urso potete trovare le foto, chilometro per chilometro.

 

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Davide Urso

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