Giorno 38 - Vilnius, km 10948

Giorno 38 - Vilnius, km 10948

/ Giovedì, 30 Novembre 2017 15:12

Avevo dormito male la notte, a volte succede quando parcheggio l'auto in una strada trafficata, inoltre succede che quando il sole inizia a mitigare la temperatura, l'auto compie un effetto serra e amplifica il calore, pertanto arriva un momento in cui la temperatura risulta eccessiva per restare con portiere e finestrini chiusi e dormire risulta impossibile. Volente o nolente dovevo prepararmi per la giornata.

Riga mi ha lasciato così così, un poco per colpa mia e un poco per colpa sua, ma la Lettonia ha molto altro da offrire; per limiti di tempo non ho potuto vedere tutto ciò che le guide proponevano, quindi ho optato per allontanarmi dalle città e visitare un posto immerso nel nulla, un palazzo barocco, che dicono sia il più bello della nazione, che si trovava lungo il tragitto per la Lituania.

Se volete leggere solo note positive, vi prego, non leggete questo capitolo perché, purtroppo, Vilnius non mi è piaciuto.

Quando sei in blogger e viaggi molto, non devi raccontare bugie ai followers, perché loro si fidano di te. Immaginate che dovunque vada dica che è stupendo, che non ha difetti, che mi piace, immaginate che vi consigli qualsiasi luogo. Finireste per non credermi più, vero? Ho detto che Tallin era incredibilmente affascinante, che Riga era bella ma nulla di eccezionale, bene, ho trovato Vilnius una città in decadenza, l'ho trovata non all'altezza con le altre capitali fin'ora visitate, e sono già 12 nazioni che ho toccato da quando sono partito.

Ho deciso di dormire in ostello, mi sentivo veramente stanco, quindi la prima tappa è stata trovare parcheggio vicino la struttura, che si trovava a ridosso della stazione centrale, per lasciare la valigia e il computer. Lasci il computer incustodito in un ostello? Sì, non sono io che faccio qualcosa di strano, sono i ladri che compiono un'azione sbagliata: io voglio continuare a vivere secondo dei principi morali sani, senza piegarmi a chi interpreta la vita come una gara tra lupi e agnellini.

È vero che generalmente le stazioni sono uno dei posti più degradati della città, è il punto di raccolta dei senzatetto, ci sono più mendicanti e il decoro lascia a desiderare; nei limiti del normale, ovviamente; qui no, l'ambiente era veramente degradato, assomigliava a una città orientale, non europea. Senza scoraggiarmi ho continuato verso il centro e, come mi aspettavo, ho trovato un ambiente molto ben curato, piacevole da visitare. L'idea che sia rimasta quasi intatta la collina sulla quale si è insediata l'antica Vilnius ti incoraggia a andare su Wikipedia e studiare la storia della città. Nel centro vi era un bel museo che si sviluppava tra mura antiche e che valeva la pena visitare, per il prezzo del biglietto. Le ginocchia mi facevano più male del solito (problema con il quale convivo da anni), ma il monte andava visitato e mi sono goduto una bella passeggiata con tanto di panorama; più salivo e più notavo i particolari della città: dal fiume allo stadio, ai timidi grattacieli sullo sfondo, alle montagne che racchiudevano l'ambiente.

La città, devo dire, non è solo il centro storico, ma è molto di più, anche le strade laterali, e anche quelle a ridosso di quelle laterali, fino ai quartieri periferici. Tre strade più al di fuori del centro ho trovato nuovamente un ambiente poco invitante, non piacevole da visitare. Dopo un'ora a camminare in questo genere di strade, mi sono ributtato nel centro, dove mi sono goduto un panino, di quelli improvvisati, acquistando del salume preconfezionato e spezzando con le mani il pane.

Il tempo minacciava di peggiorare, di piovere, così mi sono deciso di ritornare verso l'ostello; la mia intenzione l'ho racchiusa in un video che ho registrato mentre camminavo. Ovviamente parlavo con un tono di voce normale. Un ragazzo, zoppicante e con uno zaino da campeggio in spalla, mi ha chiamato e mi ha chiesto di quale parte d'Italia fossi. Gli dico di Lecce e lui mi risponde che visse per anni a Verona, essendo stato affidato a una famiglia italiana in occasione del disastro di Chernobil. Lui era diretto alla stazione e io all'ostello, quindi praticamente nella stessa piazza, pertanto abbiamo camminato assieme e ci siamo raccontati le nostre storie. Era ucraino, della Crimea, proprio dove in questo periodo stanno cadendo le bombe; lui ha la poliomelite e la moglie il cancro. É venuto in Polonia in cerca di un lavoro, per poter portare trarre in salvo la sua amata. Zoppicava vistosamente, ma aveva la forza di continuare a camminare: aveva un obiettivo. Io mi sentivo ridicolo di fronte a lui, con il mio dolore alle ginocchia, con i miei problemi economici, con il mio viaggiare; lui aveva le stampelle appese allo zaino e le usava quando si stancava, lui guadagnava 300 € al mese e non gli bastavano neanche per le medicine della moglie, lui è stato costretto a scappare dal suo paese. Mai come in quel momento mi sono sentito fortunato di ciò che ero. Mai come in quel momento mi sono vergognato a esporre i problemi che mi affliggevano, perché non erano problemi. È stato l'incontro più intenso che abbia avuto. Mi salutò dicendomi “quando ti sveglierai e non avrai voglia di alzarti dal letto perché hai dei problemi, pensa a me che non so come fare a sopravvivere, e tutti i tuoi problemi svaniranno. Aveva ragione. Mi sono sentito piccolo di fronte a lui, non ho mai visto, mai, un uomo (di 26 anni) con tanta energia e forza e coraggio e perseveranza. I suoi occhi guardavano lontano.

Credo di avere imparato molto oggi. Tra l'altro ho anche imparato che il prossimo viaggio nei paesi baltici sarà al contrario: prima Vilnius, poi Riga e poi Tallin, indiscutibilmente la capitale più bella delle tre.

 

Sulla pagina Facebook AUventura – Davide Urso potete trovare le foto, chilometro per chilometro.

 

Le immagini del 34° giorno

 

 

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Davide Urso

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