Giorno 3 - Bruxelles - km 2168

Giorno 3 - Bruxelles - km 2168

/ Giovedì, 27 Luglio 2017 20:18

Ho deciso di chiamare la mia auto, una banale Ford Tourneo, “Africa” sia perché non la lavo mai e ha più terra addosso lei di un continente, sia perché è l'auto che vorrei mi accompagnasse in ogni viaggio intorno al mondo.

Mi piace molto guidare, mi diverte e non mi annoia, soprattutto quando sono in compagnia, e anche oggi ho accompagnato due persone, ma dopo la prima ora la situazione è cambiata, entrambi si sono addormentati e non sapevo cosa fare. Se non posso fare nulla ho imparato a pensare, a navigare con l'immaginazione, a fantasticare, a ragionare. Voglio che il mio viaggio sia terapeutico, deve insegnarmi a farmi stare bene con me stesso, e tali momenti sono i benvenuti.

Lasciato un passeggero a Lille (cittadina francese al confine con il Belgio) e imbarcatane una, mi sono diretto a Bruxelles, la prima delle tante capitali che vorrei visitare in quest'avventura.

L'impatto è stato abbastanza singolare. Già dalla periferia mi sono accorto che ci fosse arte ovunque e che la città promettesse bene. Mi sono anche dovuto ricordare chi, tra un'auto, una bicicletta e un tram avesse la precedenza. È vero, il traffico in città è disordinato, le corsie dei tram si incrociano con quelle dei pedoni e delle auto e molto spesso esso si deve fermare se qualcuno attraversa le strisce zebrate. Bizzarro, ma se a loro piace, problemi loro.

Ad ogni modo, ho trovato la città abbastanza disordinata, direi trascurata, e non lo merita, perché passeggiare tra le sue strade ti regala serenità e l'insieme dei palazzi e delle statue e delle chiese e delle installazioni è magnifico. È magnifico fino a che non alzi lo sguardo al cielo, per definizione nuvoloso; accendete un cero a chi volete voi nel caso lo troviate azzurro.

 

Una delle passeggere (quella salita a Lille) doveva aspettare fino alle 23 l'autobus che la portasse a Berlino, e non aveva nulla da fare nel pomeriggio; io ero solo, e quale idea migliore se non visitare la città assieme? Abbiamo passeggiato, ci siamo fatti compagnia a vicenda e abbiamo sancito l'amicizia con una birra, una di quelle buone, di quelle belga, di quelle storiche. Chi se ne intende di birra (io no, me lo ha detto la guida del Free walking tour) sa che la birra migliore viene prodotta in Belgio, e c'è una ragione storica. Bruxelles significa “casa nella palude”, o qualcosa di simile; fatto sta che il terreno era paludoso e l'acqua non era sana, quindi i cittadini avevano un detto: bevi birra e domani ti sveglierai, bevi acqua e non si sa - per produrre la birra l'acqua va bollita, quindi sterilizzata.

Ho di nuovo voglia di birra adesso, devo smetterla di raccontare questo aneddoto :-)

Sulla pagina Facebook AUventura – Davide Urso potete trovare le foto, chilometro per chilometro.

 

 

Le immagini del 3° giorno

 

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Davide Urso

Davide Urso

Viaggio il mondo.

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