Aranda de Duero

Aranda de Duero

/ Lunedì, 10 Aprile 2017 02:00

Il fiume Duero nasce dal Pico de Urbión, verso Soria, e si riversa nell'oceano, in Portogallo, verso Porto. Taglia la valle nella quale si producono dei vini eccellenti, denominati Ribera del Duero, attraversando una cittadina di 30 mila abitanti, chiamata Aranda.

Se non mi fosse piaciuta, non credo che avrei scritto un articolo e avrei scattato tante foto.

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Premessa: se decidete di visitarla, dovete mangiare il “lechazo”, piatto tipico della zona, che è un agnellino cucinato nel forno a legna. Non è economico e non è piacevole l'idea che usino animali di tenera età, però è un piatto che fa parte della cultura della zona e, se volete addentrarvi al 100% in tale cultura, dovete assaggiarlo, oltre ad essere squisito, sicuramente l'agnello più buono assaggiato fin'ora. Se avete problemi di etica a riguardo, ci sono altre alternative da poter gustare, non è un obbligo assaggiarlo :-) .

Il fiume, devo ammetterlo, non è ampio e presenta un'acqua verdastra, torbida, nella quale non hai voglia di immergerti. Ciò che mi ha colpito è la vegetazione e il decoro urbano che lo accompagna durante tutta la sua traversata nella città; a tratti sembra un ruscello, un ruscello stupendo, intersecato da ponti antichi e caratteristici, che ti catapultano in una architettura antica, semplice ed elegante. E poi giardini, prati, spazi per bambini, sentieri: insomma, avevo voglia di costeggiare il fiume per una di quelle passeggiate rigeneratrici.

Passiamo alla città, anzi, passiamo direttamente al centro storico, la zona della cittadina che merita di essere visitata; il resto sono case e palazzine, poco romantiche.

20170405 161356Passeggiando nel centro ho notato il contrasto tra le case antiche, decadenti, quelle più recenti e, attenzione, i graffiti sulle pareti. Normalmente avrei pensato “che vergogna, quanto poco rispetto”, ma in quella occasione ho esclamato “che vergogna, però...ci stanno bene”. Fu mia grande sorpresa ammettere che donano alle strade quella unicità che solo a Lisboa avevo visto. Quel contrasto tra architettura di un secolo fa e espressione di un disagio giovanile che si manifesta imbrattando ciò che non sentono loro, ma che in realtà gli appartiene, eccome.

In diverse città spagnole mi è capitato di vedere dei palazzi mancanti, rasi al suolo, e al loro posto il nulla, magari in attesa di un nuovo progetto. Qui, ad Aranda, ho visto un componente aggiuntivo: un palazzo abbattuto, tranne un muro, che se ne resta lì, in piedi, senza dare fastidio a nessuno. Chissà perché lo avranno fatto. Ormai riceve l'affetto degli abitanti, che se lo sentono loro.

Anyway, sono rimasto piacevolmente colpito da Aranda; intendiamoci: non è nulla di speciale, non la si può paragonare a Segovia o a Peñafiel, ma, se voleste visitarla, non sbagliereste.

Un consiglio, organizzatevi qualche giorno prima e prenotate una visita in una delle 308 cantine della zona.

 

 

 

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Davide Urso

Davide Urso

Viaggio il mondo.

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