Citazioni dal libro In evidenza

 

Assistere a tutto ciò, adattarmi a climi, durate del giorno e abitudini differenti mi fa sentire vivo, è una sensazione che poche volte ho provato; ringrazio me stesso per avere avuto il coraggio di partire e ringrazio quei primi tre passeggeri che hanno prenotato il passaggio, perché mi sentivo in dovere verso loro di mantenere l'impegno di accompagnarli e non tirarmi indietro. 

Giorno 16 – Oslo

Ogni giorno non è solo una tappa per avvicinarmi all'obiettivo geografico di Nordkapp, è anche un momento per visitare luoghi unici e incantevoli, quindi voglio trovare il modo di godermi ogni fotogramma di questa esperienza, che consiglio a tutti di emulare, senza nessun dubbio.

Giorno 23 - Oppdal

 

Il padrone, vedendo tre ragazzi passeggiare nella sua proprietà, è uscito e ha iniziato a gridare in norvegese. Per fortuna, di noi tre, uno era scalzo, l’altro aveva la fotocamera digitale e l’altro il cavalletto e la Canon: ha capito che non eravamo ladri e ci ha indicato come arrivare al punto migliore per osservare il fiordo, uscendo dal suo prato.

Giorno 25 - Bodo

 

Reimpostare l'auto per guidare e ospitare i due ragazzi, accenderla, partire e rimanere infangato nel punto in cui avevo sostato la notte, mi ha fatto capire che ero nel posto giusto al momento giusto con le persone giuste. Volevo vivere un'avventura: più avventura di questa, cosa c'è? Parlo dell'avventura responsabile, quella sana.

Giorno 25 - Bodo

 

Nulla di eccitante, potrebbe sembrare, invece no, invece ho ricevuto scariche di adrenalina per essermi imbattuto nei ricordi recenti del viaggio: ho ricordato i primi tre chilometri, dal parcheggio dell'auto alla stazione di Atocha, dove mi aspettavano i passeggeri, quando a Bruxelles l'auto non partiva e ho dovuto chiedere aiuto, quando ho passeggiato in bici ad Amsterdam, a quando sono salito sul campanile a Copenaghen, quando ho giocato a calcio con un ragazzo appena conosciuto, ancora quando ho intravisto il primo fiordo. Come mai potrei dimenticare tale quantità di emozioni?

Giorno 26 - Isole Lofoten

Arriverò veramente a Madrid? Beh, lasciamolo in sospeso, ne riparleremo più avanti. Si chiama viaggio e non arrivo, perché non è importante dove vai, ma come ci vai.

Giorno 29 - Rovaniemi

 

La mattina l'abitacolo non aveva vetri e telaio, ma goccioline di umidità. Tutto era umido, compresi i sedili, però i vestiti erano abbastanza asciutti. Fortuna che faceva un bel sole e ho passato un'oretta con le porte aperte per far asciugare l'auto, facendo nel frattempo colazione con pane e Nutella.

Giorno 33 - Heslinki

Era ucraino, della Crimea, proprio dove in questo periodo stanno cadendo le bombe; aveva la poliomielite e la moglie il cancro. Era venuto in Lituania in cerca di un lavoro, per poter portare in salvo la sua amata. Zoppicava vistosamente, ma aveva la forza di continuare a camminare: aveva un obiettivo. Mi sentivo ridicolo di fronte a lui, con il mio dolore alle ginocchia, con i miei problemi economici, con il mio viaggiare; lui aveva le stampelle appese allo zaino e le usava quando si stancava, guadagnava 300 € al mese e non gli bastavano neanche per le medicine della moglie, è stato costretto a scappare dal suo paese e affidare suo figlio a una famiglia turca. Mai come in quel momento mi sono sentito fortunato di ciò che ero. Mai come in quel momento mi sono vergognato a esporre i problemi che mi affliggevano, perché non erano problemi. È stato l'incontro più intenso che abbia avuto.

Giorno 38 - Vilnius

Oltrepassare il Danubio da un ponte, fermarsi a guardarlo così esteso e così calmo mi ha fato una certa impressione; sapere che quell'acqua parte dalla Germania, si svolge poi tra Austria e Slovacchia, quindi passa da dove la sto ammirando io, prosegue in Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, arriva fino in Moldavia e termina in Ucraina, mi fa comprendere che non sono l'unico a viaggiare, che sono in tanti a muoversi, più di quanti possa immaginare, persone e cose, anime e oggetti, mi fa capire che in fondo ciò che sto facendo è solo qualcosa di naturale, qualcosa che dovevo fare perché l'essenza terrestre ci porta a essere in movimento, non staticamente in un solo e unico luogo. È stato in quel preciso momento che ho capito che la mia indole è muovermi, conoscere, scoprire: viaggiare. Non posso, non voglio e non devo evitarlo; se sono un viaggiatore, devo viaggiare e devo fare in modo che la mia vita sia compatibile, economicamente e logisticamente, con tale mia natura.

Giorno 52 - Budapest

 

Mi perdonerà la meravigliosa Vienna, ma la libertà, che sento mia, di visitare il bello che c'è nel mondo non ha armi contro la forza di volontà che mi obbliga a fare ciò che va fatto. Per la seconda volta in due mesi mi sono sentito orgoglioso.

Giorno 55 - Mauthausen

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